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La meditazione prima di un esame aiuta ad abbattere lo stress?

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Hai mai pensato di fare meditazione prima di un esame? Le tecniche di attenzione e concentrazione affondano le loro radici in pratiche millenarie di benessere psicofisico. Nell’epoca contemporanea è diventato piuttosto semplice praticare la meditazione, esistono moltissime risorse, corsi, contenuti utili per approfondire questo tema e farne esperienza. In particolare è utile sperimentare i benefici della meditazione se si è studenti, o in generale se si portano avanti attività mentali ad alta intensità. In questo breve articolo cercheremo di rispondere ai dubbi degli scettici e degli studenti che ancora si domandano se davvero la meditazione prima di un esame aiuta ad abbattere lo stress.

Studio e meditazioni: un connubio vincente

La mente dello studente richiede presenza ed energia. Ogni sessione di esame è un periodo di forte stress psicofisico per gli studenti, lo sono soprattutto quelle sessioni in cui ti viene chiesto di affrontare più esami contemporaneamente. Come stare ore, giorni, settimane sui libri senza rischiare di fondere le sinapsi del cervello?

Una buona idea è la meditazione, un allenamento all’osservazione di sé, alla concentrazione a alla presenza mentale che ha risultati stupefacenti in termini di lucidità, energia, attenzione e consapevolezza. Ma prima di proseguire e di illustrare ulteriori vantaggi della meditazione applicata allo studio è meglio sfatare uno dei più grandi falsi miti sulla meditazione che circola da moltissimo tempo. Fermarsi e meditare non equivale a smettere di pensare. Chi crede che meditare sia sinonimo di eliminazione dell’attività mentale, tentativo di “scacciare i pensieri” o di creare il vuoto dentro il cervello non ha capito davvero niente.

Il vero significato della meditazione, se guardiamo alla tradizione buddhista (una delle più antiche, longeve e tramandate al mondo), non risiede in uno sforzo goffo di contrastare l’attività mentale. Questo sforzo è inutile, in quanto un obiettivo del genere è irraggiungibile.

Meditazione e mindfulness per studenti

La natura della mente è il pensiero, quello che possiamo fare apprendendo la meditazione è imparare ad essere consapevoli di quello che accade alla nostra mente quando pensa. Senza giudizio, senza ragionare in termini netti e dicotomici: “questo è giusto, questo è sbagliato”. La tua mente non è sbagliata se non riesce a smettere di pensare e a concentrarsi sulla meditazione; è semplicemente una mente.

Accogli i tuoi pensieri, lasciali scorrere osservandoli senza intervenire e senza esprimere un pensiero a riguardo, sono mutevoli e cambiano costantemente, dissolvendosi e riemergendo.

La consapevolezza dell’attività mentale e lo sguardo attivo al momento presente sono due requisiti fondamentali delle pratiche di meditazione, sui quali si basa anche la mindfulness.

La mindfulness è un termine inglese che può essere tradotto, appunto, come meditazione. Questo termine si applica alle moderne tecniche che consentono a sempre più persone di concentrarsi su sé stessi e di non perdere il timone durante la burrasca che spesso imperversa sui tempi difficili che viviamo. La mindfulness è un’ottima pratica da inserire nella propria to do list quotidiana e una valida alleata per gli studenti che vogliono tenere lustra e brillante una mente che rischia di arrugginirsi o di andare su di giri a causa di un tempo sempre più accelerato. Nata per rispondere ai bisogni della nostra epoca, è basata sugli insegnamenti del buddhismo Theravada a cui deve l’influenza che ha dato vita a diverse riflessioni, sfociate in esercizi di grande efficacia.

Imparare a meditare: qualche esercizio

Quando parliamo di questo tipo di meditazione stiamo parlando soprattutto di un concetto del buddhismo conosciuto con un termine in lingua pali: Satiphattana, tradotto come Le quattro basi della consapevolezza. La parola sati significa “ricordare”, non in senso di riportare alla memoria qualcosa di antico e andato, anzi nel senso di portare qualcosa di inaspettatamente nuovo: la propria totale attenzione, consapevolezza, e vigilanza nell’unico momento in cui si può agire, o a cui si può rispondere: il momento presente. Patthana infatti “indica stabilirsi in modo rigoroso, stabile e fermo, applicarsi, fissarsi” su un oggetto ben preciso.

Nel caso della meditazione di cui stiamo parlando gli oggetti di meditazione (ovvero i punti in cui viene convogliata tutta l’attenzione del meditante) sono quattro e vengono chiamati quattro fondamenti. Dunque il praticante può radicarsi:

  • Nell’osservazione del corpo del corpo
  • Nell’osservazione delle sensazioni nelle sensazioni
  • Nell’osservazione della mente nella mente,
  • Nell’osservazione degli oggetti mentali negli oggetti mentali

All’inizio non è semplice, solo la costanza e la perseveranza riescono ad assicurare risultati sperati. Ma quello di cui siamo certi è che si rivela funzionale all’armonia del gruppo di studio e alle prestazioni dello studente come nessun’altra tecnica sa fare.

Imparare la meditazione

Esistono tecniche più o meno conosciute all’interno della mindfulness e del variegato mondo della meditazione, non solo quella che abbia illustrato nel paragrafo precedente (la più conosciuta e immediata, che parte semplicemente dal concetto di presenza e impermanenza) ma anche molte altre. Tutte sono perfette per preparare la mente allo studio. Grazie allo spazio mentale che la consapevolezza riesce a infondere e creare probabilmente lo studio sembrerà più semplice da affrontare. Il carico mentale ridurrà sensibilmente, con grande gioia di chi finalmente scopre le potenzialità infinite del suo cervello.

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